Cancellare rubrica

9 01 2012

Che brutto

Tra le cosa più brutte che mi è capitato di dover fare in questi ultimi anni, è stato trovarmi a cancellare un nome dalla rubrica telefonica del cell.

Mio padre c’è ancora, mia nonna anche. Mio fratello no. Andrea nemmeno. Anzi Andrea a metà, dal cell sì ma da outlook no.

Ma questa sera ho scoperto che devo cancellare Ambrogio.

Lo ho fatto. Non lo sentivo da tanto tempo, ma ho pensato a lui proprio un paio di giorni fa. Ero passata vicino a casa sua ed ho pensato “chissà cosa stai combinando?”.

Stasera ho saputo che qualche tempo fa si è buttato col paracadute. Si è impigliato con un altro. Il paracadute di riserva ha anche avuto un problema.

Ma checcavolo.

Ciao Ambros





La sfuriata di Bet

20 12 2011

Autore: Christian Frascella

Il problema dei libri di Christian Frascella è che sono avvincenti e si leggono troppo in fretta.

Quello che mi piace dei libri di Christian Frasella è il senso dell’umorismo con cui riesce a raccontare anche le situazioni più amare.

Bet è un bel personaggio.

 

Alcuni tratti del libro:

La mia religione è: se hai da dire qualcosa, dilla. Se poi ti tocca di dirla urlando, allora significa che ne vale la pena. Basta non passare alla violenza.

Per me quando un uomo e una donna si sposano è come se uscissero sotto un temporale con un ombrello troppo piccolo per due, dovrebbero cercare solo di cavarsela.

Ma … non dovrebbe essere una questione di amore e non di rispetto?
Il rispetto è amore.

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Donna al volante

18 12 2011

Pericolo costante

Il fatto è che quando risalgo in macchina e guido la macchina, dopo che per mesi ho usato solo il motorino, mantengo la stessa guida del motorino anche se sono in macchina.

E nel traffico divento nervosa subito.

Una di queste mattine ho preso ma macchina. Traffico. Coda. Ferma al semaforo. Furgone fermo al semaforo davanti a me.

Decido che è ora di partire. Parto. Il furgone rimane fermo al semaforo rosso.

Sbang.

Da domani riprendo il motorino.

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Storia d’amore vera e superstite

15 12 2011

Autore: Gary Shteyngart

Un libro surreale, ma nemmeno troppo.

Un libro che racconta il nostro prossimo futuro, un po’ visionario, ma l’aspetto spaventoso è che non è nemmeno troppo visionario, anzi terribilmente probabile.

Lo ho iniziato mentre, per una serie di coincidenze, ho iniziato a leggere anche 1984 di Orwell. E’ stato un flash per le similitudini dei 2 libri.

Entrambi parlano del futuro, rispetto a quando sono stati scritti evidentemente, un futuro lontano e visionario. Ma non lontano e nemmeno improbabile.

1984 lo ho appena iniziato e poi sospeso, ma ora tocca a lui.

Dopo questo sconcertante libro che racconta di Äppäräti, di globalteens, di jeans trasparenti, di ricerca dell’immortalità e di amore. Amore per la famiglia e amore per la donna amata.

Alcuni tratti del libro:

“Penso che una parte di me si stia innamorando di Ben, ma so anche che non può funzionare, perché un’altra parte di me, malata, pensa che mio padre sarà sempre l’unico uomo per me.”

“Lo sai com’è brutto quando si è felici e tristi allo stesso tempo e non si riesce a capire se sei una cosa o l’altra.”

“L’ARA ha sperimentato una dozzina di piani economici diversi in altrettanti mesi. Privatizzare, deprivatizzare, deregulation, tassi di cambio fissi, tassi cambio variabili, cambio controllato, cambio libero, maggiorazioni tariffarie, diminuzioni tariffarie. E il risultato hupkis, zero. “l’economia continua a non fare da traino” per citare il nostro amato presidente della Fed.”

“Ha questa cosa da bianco americano per cui la via ha sempre un lieto fine, i buoni sono rispettati per il fatto di essere buoni,e tutto è sputtanatamente DA BIANCHI (se capisci cosa intendo).”

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Tutto bene…

12 12 2011

… in ufficio

Ecco come siamo al momento: con le impalcature sopra le teste.

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Nooo ma non è mica successo nulla! E’ solo crollato il soffitto in una parte degli uffici:

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e allora per precauzione hanno “soppalcato” tutto il resto.

Tutto è bene quel che finisce bene: non c’è rimasto sotto nessuno.





Massima stima per lui

11 12 2011

Il rivenditore

Entrare in una vinoteca-olioteca-rivendita di prodotti tipici e chiedere:
O: vorrei una bottiglia di vino rosso di soddisfazione
Silenzio
R: ehmm sì, avrei questo nonmiricordo che ha 13,5 gradi, altrimenti ho dell’ottimo nonseche da 13 gradi, oppure del Brunello di Montalcino (ndr questo me lo ricordo).
A quel punto mi veniva da ridere da sola perché mi sono resa conto della assurda affermazione che avevo fatto: di soddisfazione, ma ho davvero molto ammirato ed ora ha la mia massima stima per il venditore.
Non ha commentato la mia affermazione, ha cercato di decodificarla senza commenti.
Alla fine, che dire, sono uscita con un Dolcetto d’Alba dei vignaioli Adriano Marco e Vittorio.
Meglio di così …
.





Non riesco a trovare il titolo

19 11 2011

Evidentemente non ero poi così importante.

Ma io sto soffrendo.

Non riesco a rassegnarmi. Non riesco a farmela passare.

E sì che ne sono successe di cose, è incredibile che io sia ancora qui.

Eppure.

Per me è stato tutto bellissimo, anche tutte le cose bruttissime.

E’ proprio vero che al cuor non si comanda.

Evidentemente non ero poi così importante.

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Cuor di leone

28 09 2011

(che NON sono)

Oggi, esame clinico. Arrivo quasi puntuale. In sala d’aspetto c’è già un’altra signora. Mentre io faccio un salto alla toilette, la signora entra per l’esame. Io mi metto a leggere una rivista.

Dopo circa un quarto d’ora esce il medico, seguito dalla signora obiettivamente distrutta.

Il medico mi viene incontro e mi dice prego si accomodi. E non si preoccupi per gli urletti che ha sentito, alludendo alla signora obiettivamente distrutta, l’esame è banale.

Ecco, io, veramente, gli urletti grazie al cielo non li avevo sentiti, ma ora sì, sono decisamente preoccupata.

Chiedo se l’OKI che mi hanno consigliato di portare è meglio se lo prendo subito! prima dell’esame!

Non si preoccupi, l’esame è banale, solo che alla signora (quella obiettivamente distrutta) abbiamo anche dato 50 qualcosa di valium, ma era proprio tesissima.

Io no invece,  io sono rilassatissima, soprattutto adesso.

L’esame ha inizio. Signora, se vuole può vedere nel monitor. Chi io? Non ci penso proprio. Ma guardi che è bello.

E’ bello il modo che hanno per distrarti dal dolore. Dolore. Dolore.

Ma mica posso fare la stessa scena della signora di prima IO. Mica posso fare gli urletti.

In questo momento sente dolore signora? SI’!

Era un sì che implorava smettila, ma il medico non ha proprio fatto un plissè, era un altro diversivo per distrarmi, lo so.

Veramente in questo momento caccerei delle urla più che degli urletti. Ma mica posso fare la figuraccia.

Inizio a respirare come ho visto fare alle donne durante il parto nei film. Un po’ effettivamente funziona. O forse stavo trattenendo il fiato, non saprei dire con esattezza.

Inspiri dal naso signora.

Ora posso prendere l’OKI.





Linguaccia

17 09 2011

Oggi in ufficio

Storia e nomi di fantasia

A: l’AD ed ad interim il capo del mio capo
B: il mio capo
C: uno al livello del mio capo

A chiede a B e C se un certo programma che viene utilizzato serve o no, ovvero se il costo vale la candela. Se vale la pena tenerlo o si può abbandonare.

B e C chiedono a O un suo parere, ne parlano assieme alla macchinetta del caffè.

Un’oretta più tardi A intercetta O in un corridoio: “allora O avete deciso qualcosa?”

O: “no … beh … io ho detto la mia, ma le decisioni le lascio prendere ai capi, ….. che son pagati per prendere decisioni”

.





Giorni di grandi arrivederci

7 09 2011

Tanti (troppi) colleghi di Genova

Stanno scrivendo email di saluti perchè è il loro ultimo giorno di lavoro perchè la sede genovese chiude, quindi o trasferimento o ciccia.

Saluti, ringraziamenti, arrivederci, in bocca al lupo, ecc ecc.

Questa mi è piaciuta molto:

Oh grande spirito
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare
e la saggezza di capire la differenza.

.





Ginecologia

4 09 2011

Osservazioni varie

Venerdì sono stata da un nuovo ginecologo.

Alla mattina, mentre mi vestivo, sono tornata nell’armadio, per pudore mi sono cambiata le mutande, ne ho indossato un paio leggermente più decente di quelle comodose che metto di solito,
dimenticandomi completamente che il ginecologo è l’unico dottore che le mutande non te le vede per nulla.

Mi ha fatto un’ecografia intravaginale ed era scandalizzato che in vita mia non ne avessi mai una fatta una prima.
Ma lei non è mai stata da un ginecoloco?
Sì, certo.
E non ha mai fatto un’ecografia intravaginale?
… No.

Ha fatto una scena isterica tipo bambino dell’asilo quando ha chiesto il suo bianchetto che non c’era più.

Ho fatto anticamera per 3 ore.

Lo rivedrò, molto presto.

.





Feel the power

30 08 2011

un asciugamani

forse un po’ esagerato, mi ha deformato la mano

.





Update

29 08 2011

che ho voglia di scrivere un po’ sul blog

Vediamo se riesco davvero a riprendere con un po’ di regolarità, che anche a rileggere le mie medesime ca..ate mi diverto.

Nel frattempo cosa è successo, in ordine sparso:

mi sono fidanzata
mi sono sfidanzata
è morto il mio papà
è morta la mia magnifaca stratosferica supernonna
ho affittato la casa che tanto ho sognato al mare
ho voglia di cambiare pelle alla mia casa
sono ingrassata
sto dimagrendo
ho scoperto il PravdaBar
ho per la testa un progetto incosciente
non tanto altro sono di una noia mortale
.





Tutto strano

4 01 2011

Mi ricordo che,

un tempo,

 mi tagliavano i capelli con le forbici e mi depilavano le sopracciglia con la ceretta.

Oggi mi hanno tagliato i capelli con la macchinetta tosacane e mi hanno depilato le sopracciglia con la pinzetta.

Poi sono andata in banca, non c’era nessuno ed ho iniziato a pensare, và che bello in questi giorno, non c’è traffico, c’è poca gente in giro, si fa tutto bene e in fretta.

Poi sono andata alla posta, quella grande, che copre tutta Milano Sud, quella dove si vanno a ritirare le raccomandate inesitate, che ho controllato sul tagliandino, prima di andare, gli orari di apertura, è una di quelle poste che stanno aperte fino alle 19.00.

Sono arrivata alle 15.30, c’era un cartello: avvisiamo la clientela che dal 02 al 05 gennaio questo ufficio postale rispetterà i seguenti orari: dalle 09.00 (mi pare) alle 14.30.

????? ma la posta non è mica un servizio pubblico??????
che posso scegliere quali orari fare così a capocchia??

Poi sono andata da MediaWord, che è da circa 3 mesi cha la stampante mi sgrida ad ogni stampa che lancio che il toner è finito.
Quello nero c’era, ma quello a colori no.

Comunque lo urlo: ESSERE A MILANO E NON LAVORARE E FARE PASSARE LE GIORNATE UN PO’ A CAPOCCHIA, O MEGLIO, POLTRIRE TUTTO IL GIORNO è una figata pazzesca.





2010 in review

2 01 2011

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Fresher than ever.

Crunchy numbers

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A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 7,200 times in 2010. That’s about 17 full 747s.

In 2010, there were 6 new posts, growing the total archive of this blog to 208 posts.

The busiest day of the year was June 2nd with 75 views. The most popular post that day was Sono proprio una donnina da sposare.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were search.conduit.com, google.it, facebook.com, scappomaresto.wordpress.com, and search.babylon.com.

Some visitors came searching, mostly for caviglia slogata, assorbenti, cacca molle, montaggio guarnizione cestello lavatrice, and guarnizione lavatrice.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Sono proprio una donnina da sposare August 2007
11 comments

2

La vita all’incontrario November 2007
6 comments

3

Cose per donne – 140 ml ! March 2008
9 comments

4

Assorbenti Perugina February 2008
9 comments

5

caviglia slogata June 2007
5 comments





Economia in pillole

21 12 2010

 

Nella società fordiana il rapporto tra lavoro e povertà era di esclusione reciproca:
chi aveva un lavoro non correva il rischio di cadere in povertà, l’operaio non era un povero.

Nell’Italia del 2010 il lavoratore povero è una realtà: il lavoro ha subito una sconfitta.





La tecnologia globalizzata

20 06 2010

Email realmente circolata

Purtroppo CMTFAX ha nuovamente dato il botto. Le spedizioni fax Ideal di oggi (al 99%) sono in SPTO.
A breve entrerà in gioco un nuovo fornitore (italiano al 100% e con ottime basi tecniche), ma per il momento e visto il ripetersi dell’ evento nell’ arco di pochi giorni mi scappa da dire quanto segue…
Domani (oggi quando leggerete) E…., io arriverò nel pomeriggio, chiamerà il numero verde di questi signori.
Per la cronaca l’ho chiamato adesso, ma la gentile signorina che mi ha risposto dall’ Irlanda, mi ha confessato che non poteva fare nulla perchè i tecnici, uno in Francia ed uno in Inghilterra, non erano reperibili.
Effetti collaterali della globalizzazione, forse.
Dopo la chiamata ci sarà assegnato un numero di ticket, verremo poi contattati, messi in collegamento con i tecnici e, se tutto evolve nella migliore delle maniere, il problema potrebbe chiudersi in giornata.
Che fare nel frattempo?




Morale della favole

18 06 2010

All’ FBI diversi candidati, avevano giá superato diverse difficili prove attitudinali per questo lavoro.
Per la prova finale, un agente dell’FBI portò uno degli uomini candidati al posto,
davanti ad una grande porta di metallo e gli mise una pistola in mano.

“Dobbiamo essere sicuri che tu esegua le nostre istruzioni in qualunque
circostanza. All’interno della stanza troverai tua moglie seduta su una
sedia. Uccidila!”

L’uomo disse: “Non starai mica parlando seriamente, io non potrei mai
sparare a mia moglie.”
L’agente : “Allora tu non sei l’uomo giusto per questo lavoro.
Prenditi tua moglie e vattene a casa.”

Al secondo uomo candidato diedero le stesse istruzioni.
L’uomo prese la pistola ed entrò nella stanza. Tutto restò calmo per circa 5 minuti.
L’uomo uscì dalla stanza in lacrime: “Ci ho provato, ma non posso uccidere mia moglie.”
L’agente: “Tu non hai le qualità che cerchiamo. Prenditi tua moglie e vattene a casa.”

Per finire, toccò alla candidata donna.
Le diedero le stesse istruzioni, cioè di uccidere suo marito.
Lei prese la pistola ed entrò nella stanza.
Si udirono diversi colpi provenire dalla stanza, uno dopo l’altro.
Si sentirono urla, rumore di mobili rotti, si sentì battere sulle pareti.
Dopo alcuni minuti, tutto fu calmo.
La porta si aprì lentamente e si vide la donna apparire sulla soglia.
Si asciugò il sudore dalla fronte madida e disse:
“Questa pistola è caricata a salve, ho dovuto ucciderlo a sediate in faccia!”
 
MORALE: Le donne sono pericolose. Non fatele incazzare.





Io sono un’ascoltatrice

14 06 2010

E imparo.

Ecco una delle migliori lezione di vita mai ricevute.

Mi telefona una persona cara, una di quelle che consideri una zia.
Non mi ricordo cosa mi dovesse dire,
poi ad un certo punto se ne esce bella bella con la domanda:

- Ma e tu non ti fidanzi? Perché non hai un fidanzato?

- Ma, sai, zia, dicono che alla fine ho un caratteraccio.
Io lo so che non è vero, ma me lo dicono.

- Ma nooo, ma tu lo sai come si fa? Devi fare come me:
io con mio marito sono sposata da 50 anni e ci amiamo ancora.
Tu agli uomini tu devi dire sempre sì, su qualsiasi cosa e su qualsiasi argomento,
ma poi, sulle cose importanti, pretendere.

 grazie zia.





Essere considerata donna, nell’essenza …

10 06 2010

… ed a priori, è sempre una soddisfazione

Sono in motorino
È sera
Sono senza benzina, completamente
Mi fermo al distributore
Ha 2 pensiline
ogni pensilina ha una macchina mangiasoldi per il self service
e ogni pensilina ha 4 distributori
mi fermo sotto una pensilina
mi affaccio alla macchina mangiasoldi di questa pensilina
cavolo lo sapevo, i 5 euri che tengo sempre di scorta in quella taschina del portafoglio, non ci sono
ma, attenzione attenzione, ci sono 5 euri nel reparto “normale” del portafoglio,
ma, ovviamente, sono di quei 5 euri che alle macchinette mangiasoldi fanno schifo
infilo, la macchinetta sputa
infilo, la macchinetta sputa
stropiccio i 5 euri, li stiro,
infilo, la macchinetta sputa
infilo, la macchinetta sputa
allora lascio il motorino, con sella e tappo aperti, sotto la prima pensilina,
provo la macchinetta mangiasoldi dell’altra pensilina
infilo, sputa
infilo, sputa
arriva un altro motorinista
gli chiedo se per caso ha da cambiarmi la mia schifosa banconota da 5 euri
mi guarda un po’ strano
il mio sguardo da sotto il mio casco, versus il suo sguardo da sotto il suo casco
allunga una mano verso una tasca, cercando un biglietto da 5 euri
ma mantiene lo sguardo strano
sono fiduciosa in una nuova magnifica banconota da 5 euri
mentre estrae dalla sua tasca un bellissimo biglietto da 5 euri mi dice:

ma la pompa mica ci arriva da qui al motorino là.








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