(che NON sono)
Oggi, esame clinico. Arrivo quasi puntuale. In sala d’aspetto c’è già un’altra signora. Mentre io faccio un salto alla toilette, la signora entra per l’esame. Io mi metto a leggere una rivista.
Dopo circa un quarto d’ora esce il medico, seguito dalla signora obiettivamente distrutta.
Il medico mi viene incontro e mi dice prego si accomodi. E non si preoccupi per gli urletti che ha sentito, alludendo alla signora obiettivamente distrutta, l’esame è banale.
Ecco, io, veramente, gli urletti grazie al cielo non li avevo sentiti, ma ora sì, sono decisamente preoccupata.
Chiedo se l’OKI che mi hanno consigliato di portare è meglio se lo prendo subito! prima dell’esame!
Non si preoccupi, l’esame è banale, solo che alla signora (quella obiettivamente distrutta) abbiamo anche dato 50 qualcosa di valium, ma era proprio tesissima.
Io no invece, io sono rilassatissima, soprattutto adesso.
L’esame ha inizio. Signora, se vuole può vedere nel monitor. Chi io? Non ci penso proprio. Ma guardi che è bello.
E’ bello il modo che hanno per distrarti dal dolore. Dolore. Dolore.
Ma mica posso fare la stessa scena della signora di prima IO. Mica posso fare gli urletti.
In questo momento sente dolore signora? SI’!
Era un sì che implorava smettila, ma il medico non ha proprio fatto un plissè, era un altro diversivo per distrarmi, lo so.
Veramente in questo momento caccerei delle urla più che degli urletti. Ma mica posso fare la figuraccia.
Inizio a respirare come ho visto fare alle donne durante il parto nei film. Un po’ effettivamente funziona. O forse stavo trattenendo il fiato, non saprei dire con esattezza.
Inspiri dal naso signora.
Ora posso prendere l’OKI.
dai dai su su dite dite